Nasce l’Agenda Urbana Europea per affrontare le sfide delle città
Un piano per rafforzare la dimensione urbana e quindi sostenere le città, che si trovano oggi a interfacciarsi con problematiche sempre crescenti. Sfide che riguardano in particolare la povertà, la segregazione spaziale e sociale, il cambiamento demografico e l’utilizzo delle energie rinnovabili. È questa, in soldoni la mission dell’Agenda Urbana Europea, nata dal CITIES Forum “City of Tomorrow” tenutosi nel 2014, e oggi arrivata alle sue battute finali.
Una forte accelerazione nella definizione dell’agenda e della sua formulazione in chiave collaborativa è stata impressa dal Governo dei Paesi Bassi nel corso del semestre attualmente in corso di Presidenza dell’Unione. A questo scopo l’esecutivo olandese ha individuato un delegato politico per l’Agenda Urbana, un serrato calendario di iniziative e un atto conclusivo del percorso di formulazione.
Sotto la guida di Nicolaas Beets c’è stato, infatti, l’incontro dei sindaci delle Capitali europee del 21 aprile, e il meeting europeo dei direttori generali delle pubbliche amministrazioni con deleghe alle politiche urbane del 12 maggio. Ma il processo culmina con la sottoscrizione del Patto di Amsterdam, documento chiave dell’Agenda Urbana, che sarà approvato nell’incontro dei ministri previsto per oggi 30 maggio.
Il patto prevede la formazione di partnership tematiche della durata di tre anni su dodici temi urbani, e alle quali sono chiamati a partecipare Commissione, Stati, Città. Quattro macro-aree che racchiudono le principali sfide urbane contemporanee: qualità dell’aria, housing, povertà, inclusione di rifugiati e migranti. In cui proporre azioni di sinergia tra gli attori coinvolti.
Per fare un esempio, questa dimensione collaborativa trova espressione nel progetto New Europe – Cities in Transition che, negli ultimi due anni, ha prodotto una mappatura degli attori dell’innovazione urbana in Olanda e in Europa tramite viaggi di scambio e meeting europei. Nel corso del progetto sono stati, infatti, individuati i cosiddetti City Makers, le figure che secondo i promotori sono coloro che “attivano soluzioni di piccola scala e adattabili ai bisogni della loro comunità, e affrontano le sfide sociali. Riqualificano spazi abbandonati, si impegnano nell’agricoltura urbana, costruiscono progetti di co-housing, attivano imprese comunitarie per migliorano il welfare locale e facilitano l’impiego“. Tramite Cities in Transition in questi mesi i City Makers europei si stanno incontrando ad Amsterdam e stanno contribuendo alla costruzione dell’Agenda Urbana. L’incontro conclusivo dei City Makers europei avrà luogo, non a caso, dal 27 al 30 maggio, in contemporanea con la sottoscrizione del Patto di Amsterdam.
Visto inoltre il ruolo fondamentale negli enti locali nella realizzazione degli obiettivi che si prefissa l’Agenda, anche il Comitato Europeo delle Regioni UE (CdR) ha espresso la sua posizione. Chiedendo che si apra un percorso vincolante capace di dare un ruolo nuovo alle città dall’elaborazione della legislazione che ha un impatto sulle aree urbane all’implementazione delle politiche sul territorio. Per stimolare la crescita sostenibile, lo sviluppo sociale e imprenditoriale e l’innovazione dal basso nelle città. Il CdR, a sostegno dell’accordo e della sua realizzazione ha inoltre adottato in sessione plenaria il parere “Misure concrete per attuare l’agenda urbana dell’UE”.
“L’agenda – ha dichiarato il Presidente del Comitato Markku Markkula – può aiutare l’UE a essere più vicina alle reali esigenze dei suoi cittadini e ad innovare, a tutti i livelli, le politiche pubbliche volte ad affrontare sfide fondamentali che vanno dai fenomeni migratori all’azione contro i cambiamenti climatici, dalla povertà alla mobilità intelligente”.
L’agenda è, inoltre, uno strumento fondamentale per mettere in campo un innovativo metodo di lavoro e migliorare il rapporto tra i cittadini e le istituzioni di ogni livello. Un’alleanza tra enti istituzioni locali, regionali ed europei per la sua concretizzazione è, infine, un passo importante verso un approccio integrato alle politiche urbane.
Beatrice Credi